Le immagini, per chi non conosce quello che sta succedendo a San Paolo, dicono poco. Se poi non si capisce la lingua, dicono niente.
Allora provo a spiegare. A San Paolo c’è un quartiere fatiscente, con molti palazzi abbattuti che fanno gola a molti. Almeno a parole.
Questo quartiere abbandonato è diventato luogo di spaccio di droga. Ma luogo di spaccio non rende l’idea, è l’Ikea della droga, dove tutti accorrono per avere la loro dose e consumarla sul posto, a prezzi modici.
Masse di disperati, miserabili di ogni età, accorrono e consumano, alla luce del sole, la dose del benessere. Quasi una ressa al centro commerciale quando ci sono le svendite. Solo che qui c’è solo lo schifo, sia nel vedere vite disperate, zombie inebetiti che rincorrono un attimo di felicità o di tranquillità, sia per il liquame esistenziale dove galleggiano.
Cracôlandia, così è stata battezzata la zona, il Paese del crack, zona nomade, questa massa disperata si è spostata in diverse zone di San Paolo, migrando di volta in volta che l’amministrazione di turno escogitava strategie fatte di architetti e polizia, con lo scopo di rivitalizzare la zona e allontanare la feccia. Politiche di attenzione verso la feccia non l’ha mai pensata nessuno. E poi, si fa prima ad allontanarla che a recuperarla. Se non ci fosse qualcuno che si fa scrupoli, annientarla sarebbe l’ideale, credo sia il pensiero che va per la maggiore. Ma c’è chi si fa scrupoli, la feccia muove un’economia non di poco conto, girano soldi, tanti soldi, grazie alle vene tormentate o ai cervelli bruciati dall’oxi (nuova droga, miscuglio di cherosene, acido di batteria e altre prelibatezze, costa niente, ideale per i bambini di strada, che con uno scippo o una marchetta racimolano quello che serve per una dose).
Ebbene il filmato spiega che un gruppo di deputati ha deciso di capire che cosa sia cracôlandia. E hanno pensato a una bella gita, con tappa presso la sede di Polizia per capire le strategie messe in atto per controllare il fenomeno (non debellare, non va debellato, girano soldi) e poi, accompagnati dalle Forze dell’Ordine, hanno fatto un tour nella zona. Un bel giro turistico, non è stato altro, realizzato in sicurezza, nessuno è sceso dal pullman per incontrare quei disperati (e se poi rubavano loro il braccialetto o l’orologio d’oro? E poi rischiavano di inzaccherare e perdere irrimediabilmente le costosissime scarpe italiane!), ma anzi si sono divertiti a fotografarli, a filmarli. Li potete vedere, fotografano e filmano per raccontare con uno sforzo di fantasia incredibile di essere entrati in un girone dell’Inferno!
Questa è la classe politica brasiliana, simile alla nostra nell’esprimere il peggio di sé, fotocopia del disinteresse verso i drammi della loro Patria.
Che cosa possiamo aggiungere? Lascio a voi ogni considerazione. Al momento provo solo schifo.